Patrizia Cavalli

Abito nei pressi di Locarno, Svizzera. Sono stata fumatrice dall’età di 17 anni fino ai 39, classico pacchetto di sigarette al giorno; alle volte anche di più, specie negli ultimi anni da tabagista.

La mia storia inizia 5 anni fa, un giorno di fine estate del 2010. Incontro un caro amico, fumatore incallito, con uno strano aggeggio in bocca: una sigaretta elettronica, modello „cigalike“ da farmacia, come avrei imparato in seguito. Sulle prime non do troppo peso alla cosa, avevo già provato, senza riuscirci, a smettere di fumare con le gomme alla nicotina alcuni anni prima. Ritrovo successivamente il mio amico, sempre con questa ecig e felice perché non sta fumando da cinque giorni. Con l’intenzione di ridurre almeno il numero di sigarette che allora ritenevo inutili (quelle accese senza pensare), decido dunque di fare lo stesso acquisto, ma con l’uso mi rendo conto che non mi soddisfa pienamente.

L’idea però sembra geniale, provo a cercare maggiori informazioni sul web. E mi si apre un mondo! In Italia trovo forum di discussione dove gli utenti si scambiano opinioni e consigli sui vari prodotti, e soprattutto è possibile acquistare liquidi con nicotina, vietati in Svizzera. Comincia così la mia avventura come svapatrice. Riesco a ridurre immediatamente il consumo di sigarette e nel giro di tre mesi e mezzo a smettere completamente di fumare, dopo 22 lunghi anni di schiavitù.

La mia qualità di vita è migliorata, i miei vestiti e i miei capelli non puzzano più di fumo. Il mio medico si congratula con me, nella cartella modifica il mio status in ex-fumatrice. Negli anni sono passata dai modelli mini ed eGo ricaricabili, a tubi e box (le cosiddette „mods“) con atom rigenerabili, ho dimezzato la concentrazione di nicotina nei miei liquidi riuscendo a mantenere grossomodo costante il numero di millilitri svapati quotidianamente.

Da cinque anni faccio parte della community italiana dello svapo, ho ricevuto e dato aiuto dagli/agli altri utenti, ho visto crescere la popolarità di questo straordinario strumento che ha consentito a milioni di persone in tutto il mondo di smettere di fumare. Purtroppo ho visto anche lo scetticismo, quando non l’aperta ostilità, da parte delle diverse autorità sanitarie e del mondo politico, con proposte di regolamentazione esageratamente restrittive; e i media troppo spesso pronti a gridare „al lupo!“ senza rendersi conto (o forse sì? gli interessi in gioco sono enormi…) che l’alternativa resta pur sempre la sigaretta, di gran lunga più dannosa per la salute e responsabile di gravi patologie e morti premature.

Alla fine del 2013 è nata l’associazione Helvetic Vape, di cui sono portavoce per la Svizzera italiana, con lo scopo di difendere i nostri diritti di consumatori e far comprendere meglio la realtà dei vaporizzatori personali alle autorità che ancora oggi vietano i liquidi con nicotina, e che dovranno decidere come disciplinarli nel prossimo futuro. L’attuale divieto impedisce di fatto la crescita del numero di svapatori nel paese, ostacolando i fumatori svizzeri nella scelta di adottare questa rivoluzionaria alternativa per ridurre i rischi legati al consumo di nicotina.

PS: anche l’amico che per primo mi fece conoscere le sigarette elettroniche, ha festeggiato i 5 anni senza fumo.